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Alla ricerca del tempo perduto

Era il 10 Luglio del 1871 quando a Parigi nasceva Marcel Proust, lo scrittore  e critico letterario rimasto nella storia della letteratura che ancora oggi, a 141 anni dalla sua nascita, continua a rimanere tra i romanzieri più tradotti e diffusi al mondo.

La sua opera di maggior successo, oltre a essere un grande classico senza precedenti ( e precisiamolo senza successori), ha anche la particolarità di essere tra i romanzi più lunghi in tutta la storia della letteratura.

“À la recherche du temps perdu” vanta la lunghezza di 3724 pagine, divise in sette volumi che sono stati editi tra il 1913 e il 1927 (gli ultimi tre volumi sono stati pubblicati dopo la morte dello scrittore).

La struttura dell’opera è circolare, l’incipit parte con “Per molto tempo mi sono coricato presto la sera” e finisce con “nel tempo”. Un collegamento che non è casuale, Proust stesso ha ammesso di aver scritto l’inizio e la fine insieme, dando poi una forma e un significato ai sette volumi che lentamente attraversano l’inconscio dell’uomo e lo scandire del ciclo vitale.

I temi principali sono basati sull’andamento del tempo, la malinconia del passato che torna costantemente nelle vicende dell’uomo, il pensiero del futuro e dell’inconoscibile, la preoccupazione del tempo che scorre veloce, incessante, senza aspettare che la vita e le proprie vicende si mettano al passo con esso.

Un viaggio introspettivo tra il tempo soggettivo e quello oggettivo, tra la coscienza dell’esserci e la consapevolezza dei momenti vissuti, ma in qualche modo persi nel vortice dell’esistenza, insomma del grande mistero della ricerca del tempo perduto.

 

 

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