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Cloud Atlas: un atlante alla ricerca del destino

Cloud atlas 2

I fratelli Wachowski sono tornati e lo hanno fatto con prepotenza, proprio del loro genere. Cloud Atlas il nuovo film sbarcato nelle sale cinematografiche italiane venerdí 11 gennaio, ti inchioda alla poltrona per tre ore, trascinandoti in sei differenti viaggi tutti uniti dallo stesso destino.

Tratto dal libro di David Mitchell, iniziamo nel 1839 e viaggiamo nel tempo fino a un futuro prossimo, in cui gli umani dopo un’ipotetica apocalisse che ha portato alla distruzione della civiltà post moderna-tecnologica, iniziano una nuova storia.

La particolarità di queste storie sta negli intrecci insiti che i personaggi si trascinano. La visione del destino dell’uomo il quale ogni azione corrisponde una reazione, anche in vite future.

E qui ci mettono lo zampino i fratelli Wachowski che già con la trilogia di Matrix avevano dato dimostrazione di come il loro genio possa estendersi ben al di là della normalità.

Ci troviamo di fronte alla vita dell’uomo, al suo normale ciclo esistenziale che però viene modificato e “distratto” dagli eventi di un passato che trascende la vita stessa, di cui non portiamo ricordo se non tramite deja vù (un tema che piace molto ai fratelli) o attimi in cui le nostre azioni avvengono attraverso il nostro istinto.

Un’intreccio particolare, che può non essere accettato da tutti dato il vincolo dell’idea della reincarnazione e del concetto di anima immortale che mantiene in sè le vite passate e le rielabora nelle vite future.

Un film che ha portato a due categorie di pubblico: chi lo ha trovato banale, senza trama, senza un senso logico, ma esasperato in troppe ore di visione, e chi lo ha amato, trovando (o ritrovando) quella magia intellettuale che solo i fratelli Wachowski riescono a creare. Sicuramente non è un film per tutti, bisogna saper apprezzare il genere per poter arrivare al senso della pellicola cinematografica.

Gli argomenti trattati sono alla base di dubbi esistenziali eterni senza risposta: il concetto di destino, di reincarnazione, di tempo, di amori che superano le ere, insomma momenti dell’uomo che sono a lui sconosciuti, sul quale si cerca di trovare una risposta, ma senza risultati.

E voi cari lettori ci credete nel destino? Credete che ogni nostra azione possa essere il risultato di una nostra vita passata? O credete che tutto avvenga senza un motivo logico e che non esista nessuna predestinazione?

A voi la parola..

 

 

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